Il termine "filosofia" deriva dal greco, e significa letteralmente "amore per la sapienza"; un amore che nasce dal senso di meraviglia provato dagli uomini alla vista della bellezza delle cose. A questo proposito Aristotele scriveva:
"Infatti gli uomini , sia nel nostro tempo sia dapprincipio , hanno preso dalla meraviglia lo spunto per filosofare , poiché dapprincipio essi si stupivano dei fenomeni che erano a portata di mano e di cui essi non sapevano rendersi conto , e in un secondo momento , a poco a poco , procedendo in questo stesso modo , si trovarono di fronte a maggiori difficoltà , quali le affezioni [ ossia le eclissi , il sorgere e il tramonto ] della luna e del sole e delle stelle e l'origine dell'universo." (Metafisica , I , 982b , trad . it . di A. Russo , Laterza , Roma - Bari 1973 , pp . 8-9 )
L'attività filosofica si sviluppò nella civiltà greca dei secoli VII-VI a.C, prima ancora che ad Atene nelle colonie greche della Ionia in Asia Minore, in particolare nelle città di Mileto, Efeso, Colofone, Samo. In queste città infatti si respirava un'atmosfera di libertà e di vivacità intellettuale sconosciuta altrove.
Seguendo una tradizione consolidata, possiamo classificare i principali filosofi nelle seguenti scuole o raggruppamenti convenzionali:
• gli ionici, originari di Mileto: Talete, Anassiamndro e Anassimene;
• i pitagorici, che fondarono una scuola a Crotone: Pitagora e la comunità dei suoi allievi;
• gli eraclitei, che operarono ad Efeso: Eraclito e i suoi discepoli;
• gli eleati, il cui esponente più importante è Parmenide, che fondò la sua scuola nella città di Elea;
• i fisici pluralisti, rappresentati da tre grandi pensatori: Empedocle di Agrigento, Anassagora di Clazomene e Democrito di Abdera.
Socrate, Platone e Aristotele rappresentano il pensiero più maturo della filosofia greca classica; a essi si ispirano molti altri pensatori e scuole filosofiche di tutti i tempi.